Progetti
Progetto Con-Vivere Solidali
Da più di due anni all’interno dell’AVIS provinciale di Prato è nata l’esigenza di raccogliere le sfide e le opportunità che derivano dal vivere in una realtà multiculturale e multietnica. In un contesto sociale che cambia e si trasforma grazie all’ingresso nel nostro paese di immigrati extracomunitari, diventa necessario non solo ripensare l’attività di partecipazione sociale e associativa ma, nel nostro specifico, considerare che ogni immigrato così come è potenzialmente beneficiario di trasfusioni di sangue, può essere allo stesso tempo un donatore.Questo ci impone di riflettere sui nostri pregiudizi e di confrontarci su quelli che possono essere sistemi valoriali ed etici uguali o diversi. E’ nato quindi il progetto Con-Vivere Solidali, promosso dall’AVIS sezione provinciale di Prato e sviluppato dal Laboratorio Culturale l’Albero della Salute con il supporto del Centro Servizi Volontariato Toscano (Cesvot) e della Provincia di Prato.
Lo scorso anno è stata realizzata una ricerca realizzata dall’ ASEL s.r.l. (Agenzia di Servizi per le Economie Locali) e finanziata dalla Provincia di Prato, che ha coinvolto le principali comunità migranti del territorio (comunità albanese, cinese, pakistana, africana e maghrebina), gli studenti delle scuole medie superiori e lavoratori italiani. Tale ricerca aveva l’obiettivo di approfondire le conoscenze relativamente alle pratiche di solidarietà tra comunità migranti ed autoctoni. In seguito alle conoscenze maturate è nata la proposta di formare un gruppo di volontari appartenenti alle comunità di migranti sopra citate su tematiche legate all’educazione alla salute, alla promozione di forme di volontariato culturalmente orientate e alla donazione del sangue.
Le persone formate avranno poi il compito di sensibilizzare le proprie comunità di appartenenza rispetto alle tematiche affrontate durante la formazione. Al termine dell’azione formativa sarà organizzato un convegno che avrà lo scopo sia di divulgare i risultati dell’azione formativa che di monitorare la risposta dell’intera cittadinanza sulla tematica del volontariato e della solidarietà, e nello specifico sulla donazione del sangue.
Il progetto si inserisce all’interno di una serie di azioni di buone pratiche per incrementare i rapporti fra la popolazione autoctona e quella migrante. A supporto di questo percorso conoscitivo e formativo è stata realizzata una campagna di incentivazione e di informazione sulle pratiche del dono del sangue attraverso la realizzazione di manifesti, cartoline e materiale informativo tradotto nelle 8 principali lingue delle comunità presenti sul territorio.
In particolare siamo certi che l’affissione avrà un forte impatto su tutta la cittadinanza; questo per l’importanza dei mezzi ( manifesti di vari formati da 70 x 100 fino ai 6 metri x 3 e per un periodo di oltre 2 mesi ) ma anche per la scelta comunicativa utilizzata. Si alterneranno, infatti, a distanza di 15 gg l’uno dall’altro, messaggi di volta in volta esclusivamente nella lingua del testimonial raffigurato, cominciando con il cinese seguito poi dall’albanese, l’arabo e l’inglese. L’ultima serie di manifesti sarà invece in italiano, con tutti i precedenti personaggi raffigurati come spiegazione o sintesi dei precedenti messaggi, a chiusura della campagna e, speriamo, ad inizio di una nuova ed importante esperienza di integrazione e convivenza solidale.
Il risultato atteso è in un primo momento che i volontari che hanno partecipato alla formazione sensibilizzino le comunità di appartenenza rispetto alle tematiche suddette e, in un secondo momento l’incentivazione delle condotte volontarie di donazione del sangue da parte della popolazione migrante presente.
Oltre ad una forma nuova e maggiormente consapevole di integrazione con la popolazione autoctona, può essere stimato un obiettivo quantitativo nel coinvolgimento di almeno il 10% della popolazione migrante che è presente a Prato, nell’arco di un periodo di tre anni. E’ inoltre auspicabile il generarsi di un circuito virtuoso che, oltre a favorire lo spontaneo avvicinamento alla donazione del sangue possa più in generale incrementare l’esercizio della cittadinanza attiva e delle pratiche di volontariato.
Il progetto si caratterizza per la sua portata innovativa nell’ambito delle iniziative rivolte alle comunità migranti della provincia di Prato, poiché permette di guardare al migrante come ad un soggetto attivo e partecipe nella comunità locale, renderlo parte di un processo di avvicinamento e conoscenza rispetto alle tematiche connesse al volontariato, all’educazione alla salute e alla donazione del sangue. Tutto questo coinvolge anche la popolazione autoctona che è parte di questo processo di avvicinamento e reciproca conoscenza e solidarietà. Nel suo complesso il progetto si impegna a favorire la conoscenza e lo scambio fra le popolazioni migranti presenti sul territorio pratese e la popolazione autoctona, cercando di creare così un ponte fra le diverse culture.
Riteniamo inoltre che questo progetto rappresenti un’esperienza innovativa facilmente esportabile in altre realtà che presentino quote elevate di popolazione migrante e possa quindi avere la valenza di progetto-pilota che si muove sui due fronti: quello della sensibilizzazione alle pratiche di solidarietà e alla donazione del sangue e quello della reciproca conoscenza e creazione di ponti fra la popolazione autoctona e quella migrante.
Viste le molteplici valenze culturali, sociali e associative di questo progetto, abbiamo ritenuto opportuno e funzionale alla riuscita del progetto stesso una presentazione che lo valorizzi e ne renda diffusa e percepita l’importanza alla cittadinanza tutta. Per questo abbiamo organizzato una conferenza stampa con la presenza dell’Assessore Regionale alla Salute Dott. Enrico Rossi, l’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Prato Irene Gorelli, il Presidente Regionale del Cesvot Luciano Franchi unitamente a tutti gli altri attori di questa importante esperienza come i referenti dell’Albero delle Salute, l’Azienda Sanitaria nr.4, l’Assessorato alla Multiculturalità di Prato e naturalmente l’AVIS.
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